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Macalli chi?

Ci piacerebbe parlare di calcio, ma capita che veniamo tirati per la giacchetta da individui che non trovano di meglio che vomitare frasi offensive nei confronti della nostra Squadra e della nostra Dirigenza.

Ultimo in ordine di apparizione un certo Mario Macalli, presidente della Lega Pro, la ex serie C italiana.

Questo “dirigente” ha lanciato accuse infamanti nei confronti di Andrea Agnelli, rampollo della famosa famiglia torinese, che insieme al suo staff ha contribuito a riportare la squadra più titolata d’Italia al vertice del calcio nostrano.

Vogliamo rispondere a questo gran lavoratore della federazione, che ha accusato gli Agnelli di aver solamente spolpato l’Italia. Cosa ne pensano le squadre di terza serie, vessate da continue e ridicole multe, che alla fine dell’anno servono solo a rimpolpare le casse federali che ormai languono per i troppi stipendi inutili da elargire ?

Signor Macalli:

  • Ci piacerebbe sapere come mai non si è sentito offeso nell’apprendere che nella sua serie spesso e volentieri le partite vengono comperate, senza che vengano presi provvedimenti seri e degni di un Paese civile, vedi Potenza-Salernitana di alcuni anni or sono;
  • Ci piacerebbe apprendere dalla sua voce come mai ha ritenuto un messaggio politico lo sponsor sulla maglia del Taranto annata 2012 “respiriAMO Taranto“, negandone l’esposizione durante partite ufficiali. Le ricordo che il messaggio era solo una tentativo di accendere i riflettori dell’opinione pubblica sulla situazione della città dei due Mari, stritolata dai tumori dell’ILVA. Il tempo su questo è stato galantuomo, e non certo nei suoi confronti;
  • Vorremmo sapere da che pulpito accusa Andrea Agnelli di non saper lavorare al tornio, lei che ha solamente lavorato dietro una scrivania nelle varie leghe calcistiche e il rischio d’impresa non sa neanche cosa sia, se non per aver letto la definizione su Wikipedia;
  • Ci spiega come mai i fondi a garanzia degli stipendi dei giocatori sono spesso e volentieri casa per ragnatele e non denaro sonante? Eppure le squadre sottoscrivono fideiussioni a garanzia;

Credo che queste domande siano abbastanza per capire che il detto “Tanti nemici , tanto onore” calza a pennello per il rampollo di casa Agnelli. Certo di nemici ne vorremmo tanti ma coraggiosi e che affrontano a viso aperto e con lealtà l’avversario, ma non possiamo chiedere tanto, dopotutto lei appartiene ad un Mondo che si sta sgretolando, abituato a dettare legge anche con regolamenti al limite dell’intimidazione nei confronti delle voci fuori dal coro.

Capiamo che non è abituato alle critiche, ma se ne faccia una ragione: la democrazia funziona in questo modo, chiunque, di qualunque ceto e con qualunque orientamento può esprimere opinioni anche dissimili dalle sue, e attenzione…….. potrebbe pure avere ragione.

Chiudo qui il discorso, perchè parlare ancora di chi cerca notorietà nel piccolo del proprio oblio lavorativo non è materiale di interesse per chi è abituato a concentrarsi sul concreto.

Andrea siamo con te !

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